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GLI INFLUSSI DELLE ANTICHE CIVILTA' DEL VICINO ORIENTE SULLA PRIMA FORMAZIONE CULTURALE DELL'EUROPA

 

Europa

    Chi voglia indagare sulle origini della civiltą del nostro Continente, uscendo dal labirinto dei miti e dando alle ricerche un impianto finalmente storico, deve chiedersi innanzi tutto da quale paradiso dei miracoli discenda il nome grecizzato Europa. Da quali remote lontananze sia giunto sin qui a "denotare la terra del tramonto", l' "Occidente".

    Il Lewy e il Grimm con lucida perspicacia, gią in passato, risolsero il problema delle origini del nome, risalendo alle antichissime lingue del Vicino Oriente: l'assiro erebu che denota "tramonto", "occidente", ma va aggiunto che quel nome erebu fu ricalcato sulla base di un verbo antichissimo di uguale significato, come l'assiro erepu, arapu "oscurarsi", ovviamente del cielo. Con i remoti approcci a tali lingue, in particolare all'accadico, lingua madre dell'assiro e del babilonese, siamo entrati nel quadro di riferimento storico. Senza tale sussidio il Frisk č costretto a rinserrarsi nel solito limbo delle cose inspiegabili, sospirando fugacemente "unerkläft".

 

Erebo

    Ora ą qui che comincia a spalancarsi il mondo dell'assurdo. Gli etimologi, nel loro dizionari della lingua greca, non si avvedono che i Greci, per testimonianza di Omero, hanno conservata intatta l'antichissima parola accadica erebu, nella voce erebos, che denota appunto oscuritą, in particolare del regno dei defunti, perché tale fu per gli antichi di Oriente il misterioso Occidente, lą dove il sole si spegne. Cosģ č restata senza etimologia la voce grecizzata érebos.

Asia

    L’origine del nome Asia rimase ignota sino a che Kiepert non rivelņ la sua identitą con l'assiro asū: "sorgere del sole" (to rise: said of the sun, to spring); l'aggettivo verbale asū ha il senso di "sorgente", che va in alto "che emerge", "che cresce", detto di sorgenti, ma anche di persone. Ebbene, se tutto questo č trasparente sul piano della storia, nei dizionari etimologici del greco si precipita in una nuova sorpresa grazie all'angusto comparativismo; si ignora che il nome greco dell'aurora, dorico awV, eolico auwV, attico hewV, sia da identificare con l’originario accadico asu "che sorge" (going out, high rising) e che la forma usas dell'immancabile sanscrito č la forma usa’u, , dell'accadico asū "sorgere del sole". Alle soglie dunque di questa comunicazione, ecco come si presenta il quadro degli antichi riferimenti, rispetto alle origini della nostra civiltą di occidente.

Giovanni Semerano